Sono sicura di poter affermare che per alcuni la vita in quarantena non è poi così male. Per alcuni, è un pò come vorremmo che la vita “normale” fosse, o almeno che le assomigliasse un pò di più. Di chi parlo? Degli introversi e degli Altamente Sensibili come me. Ho avuto modo di leggere e confrontarmi con altri “del gruppo” e quindi posso raccontarne sapendo di parlare per molti.
Siamo, come tutti, preoccupati e addolorati dall’impatto di ciò che sta accadendo e molto sintonizzati sul dolore altrui – se siamo fortunati da non esser toccati in prima persona. Ci prende talvolta lo sconforto, l’ansia e la paura. Ci sentiamo, più o meno, spaventati, impotenti, sospesi. Però, al netto di tutto questo, per noi sopravvivere a questa pandemia non è affatto difficile. Avvertiamo molto di buono e prezioso in questa quarantena: è il tempo dei bisogni ritrovati.
L’opportunità di ritrovare il nostro Tempo e rispondere ai bisogni solitamente trascurati è data a tutti, o almeno a tutti quelli la cui vita lavorativa si è fermata temporaneamente. Ma per alcuni tutto questo vuoto è fonte di disagio e irrequietezza.
Per le persone molto sensibili e introverse è, invece, un meraviglioso spazio da riempire con tutta la creatività e la cura che solitamente non abbiamo l’energia – e il tempo, appunto – di riservargli. Siamo in grado di godere di ogni attimo, delle piccole cose, del canto degli uccelli, del sole che splende al di là del vetro. Ci nutriamo del tempo passato in cucina o sul balcone, del libro che possiamo ricominciare a leggere senza addormentarci alla seconda pagina, degli acquerelli che tiriamo fuori impolverati dal cassetto. Ci facciamo scaldare dai rapporti con i nostri cari che, anche se a distanza, possiamo coltivare, mostrando loro la nostra vicinanza e il nostro amore. Possiamo godere dei nostri figli e osservarli crescere 24 ore al giorno, anche se non è facile.
Ci viene tolta la pressione dei ritmi veloci pre-Coronavirus, degli scambi sociali a tutti i costi, delle notti povere di sonno. Senza contare i benefici per l’ambiente – le macchine ferme, gli acquisti e i consumi ridotti – a cui noi siamo molto sensibili.
Sia chiaro: non sto negando le morti, l’economia in crisi e tutte le difficoltà del momento. Sto illustrando gli aspetti positivi e arricchenti che noi sensibili siamo bravissimi a cogliere.
Anche per gli introversi e gli Altamente Sensibili ci sono alcuni consigli da tenere a mente per evitare i potenziali rischi di questa quarantena:
- evitiamo di indulgere troppo nelle notizie e sui social media (non più di 1 ora al giorno e non prima di andare a dormire) e scegliamo fonti ufficiali, per minimizzare allarmismi e panico, che nuociono solamente al nostro delicato sistema nervoso mettendoci in uno stato di paura
- scegliamo anche di nutrirci di (e condividere) informazioni e notizie positive e che infondano speranza
- monitoriamo le nostre emozioni, sentiamole respirando e accogliamole tutte. Quando avvertiamo paura, impegnamoci a respirare profondamente e lentamente per ritrovare la calma. Possiamo tranquillizzarci come meglio riusciamo, ad esempio visualizzando scenari felici che speriamo di vivere presto. Cerchiamo di trasformare la paura in amore e fiducia e così rafforzeremo, tra l’altro, il nostro sistema immunitario
- non sentiamoci obbligati ad accettare ogni proposta di incontro a distanza: queste iniziative sono senz’altro importanti per mantenere i nostri rapporti e per movimentare le nostre giornate, ma non sono graditi da tutti e possiamo scegliere di selezionarli e dosarli se non ci sentiamo a nostro agio in essi
- se si co-abita, è importante cercare di ritagliarsi dei momenti completamente da soli. Questi sono particolarmente importanti per gli introversi e gli Altamente Sensibili, che in solitudine riescono a ricaricarsi al meglio.
- dedichiamo tempo alle nostre passioni, a quelle che più ci fanno stare meglio e se abbiamo un giardino, un balcone o anche solo delle piantine grasse, dedichiamoci a qualcosa che vive e che cresce: è molto terapeutico assistere all’evoluzione incessante della Natura.